IL MONTEROSSO VAL D'ARDA

UN ANTICO, NOBILE, VINO

Un vino esclusivo che affonda le sue radici nella storia delle terra della Val d’Arda, di cui è illustre rappresentante.

La storia narra che il Monterosso Val d’Arda lega il suo nome a quello dell’insigne pontefice illuminato Paolo III Farnese colui che riconobbe nella dolce terra di Castell’Arquato, un luogo fondamentale per la produzione enologica italiana. La vicenda storica ci riporta al 1536 quando «allì XXIII marzo e il secondo sabato di quadragesima, per andare in Provenza alla città di Nizza per pacificare Carlo V Imperatore cattolico con Francesco cristianissimo Re di Francia», come racconta il Ferraro nel pregevole «I vini d’Italia giudicati da Paolo III (Farnese) e dal suo bottigliere Sante Lancerio» (Rivista Europea, Vol.III, 1878,), Paolo III intraprese un viaggio che lo portò ad attraversare l’Italia. Qui l’incontro con i vini di Castell’Arquato, di cui la figlia del pontefice, Costanza, era Signora dal 1533. Molti gli scritti dedicati a questo vino. In “Della Natura dei vini e dei viaggi di Papa Paolo III descritti da Sante Lancerio, suo bottigliere, MDXXXXIX (1549)” si legge che «Il vino di Monterosso è perfetto et buono, ma qui sono poche vigne. C’è un’ottima vigna sopra un colle della quale avendo quella cura et governo che meriterebbe certo farebbe meglio vino, massimo il rosso, che è un vino stomachevole et mordente et polpato. Di questo vino S.S. beveva assai. Et Ill.mo Sig. Card. Farnese faceva usare una grandissima diligenza ad un suo fattore, chiamato Mons. Valerio, quando morì di morte subìta, si trovò che aveva nascosto un viluppo di ducati in un monte di grano». Un vino realizzato con uve antiche e per questo motivo molti sono coloro che ritengono possa essere stato uno dei primi bicchieri di questa terra. La zona d’origine è la Val d’Arda, quel territorio collinare rinfrescato dal vento e baciato dal sole che si erge al passaggio del fiume Arda. Un luogo da sempre abitato dall’uomo che, forse, intuì la specialità di questo luogo, ricercandone le peculiari caratteristiche. Tra le uve che compongono il Monterosso antica storia ha la Malvasia di Candia, frutto pregiato dell’enologia piacentina, così come il Moscato bianco, il Trebbiano e lo stesso Ortrugo. Il Monterosso prende il nome da una collina alle spalle del borgo medievale di Castell’Arquato ed è un vino tipicamente arquatese: la produzione ha come epicentro i vigneti di Castell’Arquato e quelli limitrofi di Lugagnano, Alseno, Vernasca, Gropparello e Carpaneto. Le operazioni di vinificazione devono avvenire solo in quest’area della provincia piacentina. E’ un vino poco conosciuto, ma che può riservare delle piacevoli sensazioni a chi per la prima volta lo gusta. La Doc Monterosso è stata riconosciuta nel 1974, mentre nel 1984 nasce la DOC “Colli piacentini” che dà vita al “Colli piacentini Monterosso Val D ’Arda”.

Essendo un vino tipico della tradizione arquatese il vino è inserito nella linea dei Viticoltori Arquatesi in tre versioni. La prima “Monterosso Val d’Arda” fermo: un vino dai riflessi dorati, dal sapore fresco e dal gusto secco, delicato e gentile, che può accompagnare antipasti, salumi, minestre e piatti a base di pesce; la seconda “Monterosso Val d’Arda” frizzante: gusto secco, delicato, sapore fresco, adatto ad antipasti di salume , minestre asciutte e piatti a base di pesce. A questi si affianca la versione spumantizzata: il Brut frizzante “Magno”, ispirato al fondatore di Castell’Arquato, crea un sapore delicato adatto ad aperitivi e brindisi, buon accompagnamento per ogni dolce e dessert.

Il vigneto

Cantine Casabella

La nostra proposta del Monterosso Val d'Arda Doc Colli Piacentini

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